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Code 8 – di Jeff Chan

Realtà e fantascienza si uniscono in Code 8, il vostro prossimo cult sci-fi.

10 – 15 | 2016 | Canada | Dystopia | Live-Action | Sci-Fi

Mai come negli ultimi anni il cortometraggio è stato un trampolino di lancio per molti registi esordienti, approdati sul grande schermo dopo essersi messi in mostra con i loro progetti. Uno degli esempi più famosi è Neill Blomkamp, notato da Hollywood dopo il suo Alive in Joburg, poi diventato il cult sci-fi District 9. Ed è proprio il film di Blomkamp uno dei punti di riferimento di Code 8, un ambizioso progetto che coniuga il mondo supereroistico in una chiave realistica, vicina a film come Chronicle di Josh Trank, trasportando lo spettatore in un futuro prossimo in cui il 4% della popolazione mondiale ha delle abilità speciali.

I protagonisti di questa storia non sono però degli eroi in calzamaglia, ma delle persone comuni, disposte a mettere i proprio poteri al servizio del miglior offerente per poter portare a casa una giornata di lavoro. Così come nella nostra realtà, i “diversi” di Code 8 sono temuti dal resto della popolazione e braccati dalle forze dell’ordine, spaventati dalla minaccia che questi potrebbero rappresentare.

Dietro questo progetto si nasconde Stephen Amell, star del piccolo schermo conosciuto per essere il protagonista della serie CW Arrow, qui in veste di produttore insieme al cugino Robbie Amell, anche lui noto per alcuni ruoli televisivi, come quello dell’agente Miller nel recente revival di X-Files o Firestorm in Flash. I due, insieme al regista Jeff Chen, hanno pensato il corto come un esperimento per quello che molto probabilmente  diventerà un lungometraggio co-finanziato dai fan. La campagna Indiegogo associata al progetto ha infatti raggiunti dei risultati straordinari, a riprova di come Code 8 possa dire la sua nell’ambizioso mondo di Hollywood, ripetendo il percorso fatto dal già citato Neil Blomkamp.

Ciò che colpisce di questo lavoro è la cura per il dettaglio, la capacità di restituire in soli dieci minuti tutta la difficoltà di questo mondo ipotetico non troppo lontano dal nostro, in cui la diversità è sfruttata e temuta secondo i propri interessi. Lo stile visionario, che combina l’ambientazione urbana con alcuni elementi fantascientifici, è aiutato da un reparto tecnico poco invasivo, al servizio del regista, che riesce ad amalgamare la parte in CGI con l’ambientazione calda ed asfissiante di Lincoln City. Sarà interessante vedere che direzione prenderà il progetto una volta giunto sul grande schermo, ma per adesso non possiamo fare altro che godercelo nella sua versione originale. Dieci minuti di bellezza sci-fi.

Francesco Martino

Francesco Martino

Ho 26 anni e studio Editoria e Giornalismo a RomaTre. Mi occupo di cinema da tempo e collaboro con diversi siti tra cui Dude Magazine, Prismo e SerialMinds. Da qualche mese ho aperto un sito di cinema: Above the Line.

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