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No Internet Week

Ecco cosa accade se a cinque nativi digitali la cui vita ruota intorno ad internet viene negato l'accesso ad ogni tipo di connessione per una settimana.

10 – 15 | 2013 | Documentary | Hide in News | Live-Action | Technology | UK

Internet permea ogni aspetto delle nostre vite: dal lavoro alle interazioni sociali di ogni tipo, tutto passa attraverso una connessione wi-fi. Nell’arco di una sola giornata nel mondo vengono inviate circa 170 miliardi di email. Social media e instant messaging sono diventati i principali canali di comunicazione, e una frenetica necessità di sapere tutto e subito ci ha resi quasi schizofrenici nella costante ricerca di informazioni, anche le più frivole.

Si parla sempre più spesso di una vera e propria dipendenza da internet, ci sono infatti numerose discussioni nella comunità psichiatrica internazionale sulla formalizzazione di questo nuovo disturbo. Nell’ambito di questo crescente interesse riguardo il nostro rapporto con la rete, l’agenzia inglese Mother London ha deciso di indagare il fenomeno conducendo una sorta di esperimento, privando di qualsiasi tipo di connessione cinque “nativi digitali” per una settimana.  Le “cavie” di questa ricerca sociologica sono tutti individui le cui vite ruotano intorno alla rete: una teenager, una fashion blogger, una giornalista online, una manager di comunicazione ed un editor che, tra le altre cose, ha fondato Jack magazine.

Una psichiatra controlla e commenta le loro reazioni, giorno per giorno, fino ad una discussione finale in cui verranno analizzati gli effetti che questo improvviso distacco ha avuto su ognuno di loro.

Gli effetti sui singoli protagonisti sono interessanti: l’editore si dedica a varie attività di falegnameria (“logging is the new blogging” è il mantra che continua a ripetersi), una delle ragazze si ritrova a dover usare una cartina di Londra per spostarsi nella città, altre iniziano a rendersi conto di quanto tutti siano costantemente attaccati ai propri cellulari sconvolgendo le dinamiche interpersonali in contesti sociali. La teenager, unica tra tutti a non aver mai effettivamente vissuto un mondo pre-internet, scriverà la sua prima lettera cartacea ad una sua amica. Effetti di vera e propria astinenza si manifesteranno più volte, ma alla fine questa esperienza lascerà un segno positivo.

Il corto è stato girato con un approccio quasi televisivo, come uno speciale giornalistico da programma di approfondimento, e funziona. L’immediatezza e l’intimità date da quest’approccio aumentano l’identificazione con i “soggetti in esame”, le cui abitudini ed ossessioni sono oramai comuni a tutti noi, o quasi.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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