Loading. Please Wait...
Scroll down

The Mistery of Flying Kicks

Un brillante "short-doc collaborativo" che indaga il mistero urbano delle scarpe da ginnastica appese ai fili elettrici.

10 – 15 | 2010 | Australia | Documentary | Mixed Media | Urban

Le abbiamo viste per strada, nelle più disparate città del mondo, nei film, nei video musicali, magari qualcuno se le è pure sognate. Ogni volta che abbiamo notato un paio di scarpe da ginnastica appese ai fili della luce, probabilmente ci siamo posti le stesse domande a cui altre migliaia di persone prima di noi hanno tentato di dare risposta: perché sono lì? Chi le ha lanciate? Quando? Per quale motivo?

Questi sono i quesiti da cui è partito Matthew Bate per realizzare questa specie di “documentario collaborativo”. The Mistery of Flying Kicks è infatti una sorta di esperimento, un tentativo di scoprire il mistero dietro questo fenomeno urbano, tramite interviste a “esperti”, gente incontrata per strada, e anonimi informatori che hanno lasciato le proprie testimonianze a un numero telefonico creato per l’occasione.

Il risultato è tanto interessante quanto inconcludente. Le storie dei vari intervistati sono pittoresche e disparate: c’è chi sostiene abbiano a che fare con la perdita della verginità, altri li collegano a lotte tra gang, zone di spaccio di droga, marcature del territorio da parte di bulli locali, addirittura come segnali di intesa tra mafia e polizia. C’è chi invece attribuisce il tutto a cittadini stufi del degrado di alcune zone, che mettendo in aria una cosa che dovrebbe stare per terra, vanno a indicare come l’ambiente urbano sia sottosopra. Ci sono addirittura casi bizzarri come quelli di una ‘Shoe Patrol’ di Minneapolis, una pattuglia che, sfidando i malviventi della zona, ripulisce i fili dalle scarpe da ginnastica. Interviene anche il collettivo di street artists Skewville, diventato famoso per aver creato migliaia di finte sneakers di legno appese poi simbolicamente in giro per il mondo.

Sembra non esserci soluzione a questo mistero dello Shoefiti (questo il termine ‘tecnico’), forse l’unica verità si cela nella innata necessità del genere umano di lasciare un segno, di entrare a far parte della memoria collettiva, diventando “immortali”. Lasciare le proprie scarpe in bella vista, fare un graffito su un muro, sono modi simili di provare a noi stessi (e agli altri) che esistiamo e di lasciare una testimonianza di questa esistenza.

Unico nel suo genere, il corto è stato realizzato grazie al contributo di messaggi telefonici, video, fotografie, videoblog inviati da tutto il mondo. Molte delle ‘telefonate’ sono illustrate da animazioni realizzate da artisti internazionali. Il corto è stato presentato al SXSW ed è diventato un piccolo cult in pochissimo tempo.

 

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up