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Bär – di Pascal Floerks

La misteriosa storia del nonno visto con gli occhi di un bambino

2014 | 5 - 10 | Animation | Documentary | Germany | Mixed Media

Di difficile catalogazione, Bär forse è un documentario, forse un corto di animazione. Di certo è il progetto finale di Pascal Floerks, diplomato alla Filmakademie Baden-Wuerttemberg in Germania.

Le scene sono un susseguirsi di diapositive che ritraggono la vita del nonno del regista, che ce ne parla con voce fuori campo. Le fotografie, per quanto siano state probabilmente create ad hoc, vanno a dare un’atmosfera di intimità e allo stesso tempo affascinante. La nostalgia del passato incontra l’incanto di una storia ben raccontata, semplice, che mostra le piccole cose e i dettagli. Sembra proprio di ascoltare un nipote che guarda con occhi incantati suo nonno, i cui movimenti quotidiani hanno un’eco di magia. Perché il suddetto nonno ha in realtà le sembianze di un orso, proprio come la fantasia di un bambino riuscirebbe ad immaginare un uomo anziano magari dal carattere burbero e dal fisico nerboruto (poi magari si tratta di un dolce signore come quello di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, ma il concetto della fantasia infantile resta invariato).

Tuttavia non parliamo certo di un cortometraggio per bambini. Bär presenta degli aspetti molto oscuri. A partire dalla vicenda del gatto, fino a raggiungere l’esperienza militare durante la Seconda guerra mondiale. In quel momento, la freddezza e la forza del nonno appaiono perfettamente paragonabili a quelle di un orso. Ciò potrebbe far pensare e riflettere sulle numerose sfumature del carattere di una persona. È come se fossimo fatti di tanti sedimenti irregolari, ognuno dei quali conduce a diversi momenti della nostra vita, a diverse sensazioni provate e ai segni che si sono lasciati dietro. Saremo anche fatti della “stessa sostanza dei sogni” come suggeriva Shakespeare, ma anche Shrek non aveva tutti i torti a paragonarsi con fierezza ad una cipolla, a strati.

Marta Zannoner

Marta Zannoner

Aspirante scrittrice, osservo la realtà spesso distrattamente. Per questo ricorro ai film, per prestare attenzione.

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