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Fugu & Tako

L'amicizia tra due colletti bianchi giapponesi cambia nel momento in cui uno di loro si trasforma in un pesce palla dentro un sushi bar.

2012 | 5 - 10 | Black Comedy | Friendship | Special FX | USA

Recentemente ci siamo divertiti a compilare per Film TV, settimanale di cinema di italiano, un breve vademecum da tenere in considerazione per “sbancare il web” con un corto. Abbiamo messo giù sette punti, ma sostazialmente abbiamo suggerito di capire e interpretare bene il medium sui cui “passa” oggi la maggior parte dei corti: la Rete. È ovvio dirlo, ma conoscerne davvero le regole, le opportunità, ma anche i limiti, è decisivo, e non è un caso che i migliori corti, quelli che riescono davvero ad aver successo online e a raggiungere ampia visibilità, siano anche, spesso, i più innovativi.

Questo è esattamente il caso di Fugu & Tako: idea forte, storia avvincente, diretta, veloce, visivamente efficace e approriata ai supporti mobile, ritmicamente veloce, per un durata contenuta sugli 8 minuti, ma sufficiente a farci affezionare ai personaggi. Soprattutto – non ci stancheremo mai di dirlo – sa stare nella forma corto, senza strafare. Forse un lungo basato su questa trovata – la trasformazione di un uomo in un pesce palla – finirebbe per annoiare: il sottile equilibrio che il regista Ben West e i bravi attori riescono a creare, nel farci credere che questa assurda trasformazione sia verosimile, sarebbe difficile da mantenere in 90  minuti. Invece in un corto, ci riesce benissimo, e la sorpresa che crea questa “irruzione del fantastico” ci ricorda un po’ un’altra storia, In Dreams, un mockumentary in realtà, che ci ha fatto divertire non poco per la chiave “verosimilmente surreale” che utilizza.

Il trailer di Fugu & Tago stato pubblicato già po’ di tempo fa, il film è stato anche presentato in diversi festival a cui abbiamo partecipato, ma per qualche ragione non siamo mai riusciti a vederlo. Ora è finalmente online e possiamo apprezzarne la storia, al di là degli effetti visivi, fugando anche il sospetto si trattasse di uno di quei “film-calling card”, fatti più per mostrare le prorie capacità tecniche, che per il piacere di raccontare.

Il film, in bilico tra buddy-comedy e mockumentrary, è soprattutto valorizzato dalle perfomance dei due attori: sia quella di Hara, che riesce a far uscire la “persona” sotto l’effetto visivo, sia quella di Hashimoto, che dà cuore e colori al suo personaggio, riuscendo ad agganciarci emotivamente al film. Un storia di amicizia persa e ritrovata, di trasformazione sia fisica sia interiore, che diverte e fa pensare.

Se doveste diventare fan dei due personaggi, come lo siamo diventati noi dopo aver visto il film, date un’occhiata alla campagna Kickstarter di Ben West per trasformare Fugu & Tako in una graphic novel.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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