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Ghost

Il fantasma di una bambina si aggira per una città oscura ed inquietante mentre i suoi genitori piangono la sua scomparsa.

2011 | 5 - 10 | Denmark | Grief | Horror | Special FX | 1970

L’elaborazione del lutto è un tema che ritorna spesso nella storia del cinema. Estremamente soggettivi ma allo stesso tempo “universali”, gli effetti spesso devastanti della perdita di un caro sono stati analizzati e descritti da melodrammi, tragicommedie, addirittura horror-fantasy, come ha recentemente fatto Lars Von Trier con Antichrist. E’ a quest’ultima lettura che, in maniera meno morbosa e più d’atmosfera, si avvicina il corto del danese Tobias Gundorff Boesen.

Una giovane coppia ha da poco perso la figlia, e il dolore che provano è lacerante. Il regista però decide di mostrarci le conseguenze di questo lutto da due punti di vista: se da un lato assistiamo alle difficoltà dei coniugi nella vita di tutti giorni, dall’altro vediamo cosa succede alla figlia, che si aggira spaventata in una città oscura e spettrale, probabilmente ignara del fatto di essere diventata un fantasma. La piccola corre tra i boschi e per le strade deserte, causando strani fenomeni paranormali intorno a lei, mentre la madre non riesce a portare avanti le cose di tutti i giorni, sospesa in uno stato di alienazione, concretizzato davanti ai nostri occhi in scene allucinatorie di grande impatto emotivo. La bambina sta cercando la strada di casa, tutto ciò che vuole è riabbracciare i propri genitori. Solamente quel ricongiungimento spirituale porterà un po’ di pace ad entrambe i mondi.

Girato con una Canon 7D e con un budget praticamente inesistente, Ghost è l’ennesima riprova del fatto che per realizzare un bel prodotto servono soprattutto inventiva e molta creatività. Il mondo notturno in cui si aggira la bambina è popolato da creature minacciose e suoni sinistri. La scelta di fare un corto senza dialoghi ha lasciato spazio al sound design, molto curato, che insieme ad una fotografia “emotiva” costruisce alla perfezione un’atmosfera surreale ed inquietante. Le strade deserte, i boschi incantati e i luoghi spettrali che la bambina attraversa sono bellissimi e conturbanti, rispondono e simbolizzano gli stati d’animo dei protagonisti.

Ghost è stato prodotto e realizzato dal regista Tobias Gundorff Boesen e il direttore della fotografia Andreas Berg, che sono cresciuti a Viborg, la città danese in cui è stato girato. L’idea era di mostrare luoghi a loro familiari sotto una luce diversa, costruendo un’universo dall’alto impatto visivo ed emotivo.Questo è stato uno dei primi lavori di Boesen, giovane talento scandivano  molto attivo nella realizzazione di video musicali e pubblicità.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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