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Hair Love – di Matthew A. Cherry

Il corto animato che ha vinto il Premio Oscar 2020, tratto da una storia vera e finanziato con una campagna crowdfunding su Kickstarter

2019 | 5 - 10 | Animation | Dramedy | Identity | USA

Stephen è un giovane papà afroamericano. La figlia Zuri ha 7 anni e continua a guardare il tutorial in cui la mamma (la voce è quella di Issa Rae, la star di Awkward Black Girl e Insecure ) le insegna ad acconciare i capelli crespi. La donna aspetta marito e figlia in ospedale: per questo Stephen si fa forza e decide di mettercela tutta per aiutare la piccola a sistemare quei ricci indomabili.

Questa è la storia di Hair Love , il cortometraggio di Matthew A. Cherry (un ex ricevitore di football passato alla regia) che ha vinto l’Oscar 2020 come miglior corto animato. Cherry si è ispirato ad una storia realmente accaduta: quella di DeAndre Arnold, lo studente texano a cui il preside della sua scuola ha ordinato di tagliare i dreadlock, pena la bocciatura.

L’indignazione suscitata da questa vicenda ha spinto l’Academy ad invitare il 18enne alla cerimonia di premiazione del Dolby Theatre, dove si è presentato con la sua folta chioma.

Un'immagine del corto Hair Love

Prodotto da Dwyane Wade e Gabrielle Union e realizzato in collaborazione con Everett Downing Jr. (animatore di Up della Pixar) e Bruce W. Smith (La famiglia Proud, La principessa e il ranocchio), Hair Love è stato finanziato con una vincente campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter, con la quale sono stati raccolti oltre 300mila dollari. Successivamente è stato acquisito da Sony Pictures Animation, che l’ha distribuito nelle sale statunitensi insieme a Angry Birds 2.

Con il suo corto, il regista ha voluto ribaltare gli stereotipi che Hollywood e il mondo dello spettacolo americano hanno contribuito a creare sui padri afroamericani. “I papà neri – ha spiegato Cherry al Chicago Sun-Times – sono stati rappresentati malissimo nei media mainstream, per anni sono stati raccontati come fannulloni poco coinvolti nel loro ruolo di genitori. Per noi era importante mostrare un padre nero, giovane e con i tatuaggi. Perché? Se vedete qualcuno come Stephen per strada, non pensate che sia un padre amorevole che sbroglia i capelli della figlia. Vogliamo cambiare questo luogo comune, un passo alla volta”.

Hair Love è il corto perfetto per la 92esima edizione degli Academy Awards, che ha celebrato la diversità, il riscatto degli ultimi e i valori democratici. Peccato che nell’ansia di dimostrare questa (falsa) voglia di cambiare, i votanti si siano fatti sfuggire un lavoro come Mémorable di Bruno Collet, l’ennesimo gioiello di uno dei più innovativi narratori in circolazione.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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