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Hyper-Reality – di Keiichi Matsuda

Il regista anglo-giapponese ci racconta una realtà quotidiana dominata dalla tecnologia

2016 | 5 - 10 | Dystopia | Experimental | Life & Society | Sci-Fi | UK

È una verità universalmente riconosciuta che la tecnologia rivesta un ruolo importante nelle nostre vite. Un paio di settimane fa il mio smartphone (alias il telefono sagace) ha fatto un brutto salto nelle tubature domestiche, lasciandomi qualche giorno priva di connessione: è stato bellissimo. Ammetto anche che riavere il cellulare dopo un ricovero coatto è stato confortante.

Questa vuota, ma indispensabile premessa serve ad introdurre il cortometraggio Hyper-Reality di Keiichi Matsuda, giovane designer residente a Londra e ammiccante al filmmaking. Il lavoro in questione fa parte di un ciclo di video incentrati sul come la tecnologia influenzi il nostro modo di essere e di vivere. Infatti, insieme ad Hyper-Reality ci sono Domestic Robocop, Augmented City 3D e Domesti/City (quest’ultimo è stata la tesi del regista).

Il corto è girato tutto in POV e la scena si apre in un autobus. Sembra di essere in un videogioco con continui messaggi pop-up a molestare la nostra calma. La protagonista è una ragazza che cerca in Internet la risposta ad una delle domande capitali che assilla l’essere umano: chi sono io? La sua aspirazione è quella di diventare un’insegnante, ma per ora si trova ad assistere gli altri nelle commissioni quotidiane.

Prestando bene attenzione, la super realtà che ci viene presentata non è poi così super. La gente si muove con mezzi pubblici comuni e fa la spesa in normalissimi supermercati. Allo stesso tempo, tuttavia, è come se ognuno di loro vivesse in un mondo a sé stante, popolato di cagnolini virtuali e personaggi fittizi che dovrebbero rispondere ad ogni loro esigenza. Il tutto accompagnato dalla raccolta punti. Il problema sorge nel momento in cui anche la tecnologia più avanzata fa cilecca. In quel caso si ritorna nel mondo “normale” con i suoi rumori “normali”: un vero sollievo. Se però non si è preparati per affrontare tutta questa normalità, non resta che fare il segno della croce.

Per gli appassionati di futuri distopici, Hyper-Reality fornisce sicuramente un notevole spunto. Per certi versi può ricordare il futuristico Minority Report (per l’uso eccessivo della tecnologia) e alcuni episodi di Black Mirror, serie inglese che presenta i possibili risvolti di una società dominata dal narcisismo tecnologico.

Marta Zannoner

Marta Zannoner

Aspirante scrittrice, osservo la realtà spesso distrattamente. Per questo ricorro ai film, per prestare attenzione.

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