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Pyskessa

Una avventura surreale nella vita di una bambina dall'immaginazione molto vivace.

2012 | 5 - 10 | Childhood | Fantasy | France | Mixed Media

Pyskessa è una bambina silenziosa e solitaria. Vive con il padre, che non sembra aver superato affatto la morte della madre. La loro casa è in campagna, isolata, e la bambina passa le giornate da sola, tra boschi e prati. La bellezza dell’infanzia, ci dice la voce narrante, si cela nel prezioso dono dell’immaginazione, che fa vedere tutto in maniera positiva. L’unica amica di Pyskessa è la sua radio, che porta sempre con se': ai sui occhi, quella scatola inanimata ha in realtà un cuore.  Il tempo passa, e la scatola cresce sempre di più’, come se fosse una persona. Maggiori diventano le sue dimensioni, più diminuisce la voce che ne fuoriesce, finche’ un giorno smette di parlare. La bambina si dispera, e piange piange fino a che un’esplosione cambierà del tutto la sua vita: come per magia, è ora lei stessa a captare i segnali radio, e nella sua testa si mischiano canzoni, parole, notiziari, musiche di ogni genere. Non è facile ricevere costantemente tutti questi suoni, e la bambina proverà a trovare una soluzione: è qui che la storia diventerà più fantastica di una fiaba, e più surreale di un racconto di fantascienza.

Pyskessa è la prova tangibile di quanto il mondo del cortometraggio stia diventando sempre di più un  terreno fertile per opere ibride, che lontane da necessità di mercato rinunciano all’iscrizione entro un genere stabilito, mischiando tecniche e tematiche in totale libertà. Il corto inizia come un intimo ritratto di una famiglia disfunzionale, e poi diventa un surreale racconto dell’infanzia, per poi trasformarsi in animazione mista, senza soluzione di continuità, per poi concludersi in un’exploit ai limiti del paranormale. Tecnicamente impeccabile (tra gli altri premi ricevuti, quello come miglior fotografia al festival di Clermont Ferrand del 2012), questo lavoro non asseconda mai le aspettative dello spettatore: ogni cambio di registro arriva inaspettato, quasi straniante, la logica lascia spazio alla fantasia e al surreale così come animazioni miste sostituiscono gli attori in carne ed ossa.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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