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The Missing Scarf

Un’apparente fiaba per bambini si rivela essere una riflessione filosofica sull'elaborazione di una perdita, attraverso esistenzialismo, nichilismo e ed una grafica minimale.

2013 | 5 - 10 | Animation | Black Comedy | Ireland | Philosophy

Lo scoiattolo Albert una mattina si sveglia e si accorge che la sua preziosa sciarpa è sparita. Questa spiacevole scoperta lo porterà ad addentrarsi nel bosco, dove incontrerà vari animaletti che invece di essergli d’aiuto gli esporranno i propri problemi e e preoccupazioni. Albert li aiuterà a superare le loro paure, e questi intensi incontri lo aiuteranno a mettere le proprie priorità nella giusta prospettiva.

È così che quella che sembrava essere una sorta di filastrocca per bambini si trasforma in qualcos’altro. Le conversazioni tra lo scoiattolo e gli altri personaggi ruotano tutte intorno alle fobie e ai grandi interrogativi esistenziali che prima o poi tutti ci troviamo a dover combattere.

Il gufo ha paura del buio, il castoro teme il fallimento, la volpe ha il timore di non piacere ai propri amici…. gli argomenti che Albert di volta in volta espone per tentare di razionalizzare le fobie altrui sono di un’assoluta precisione filosofica e psicoanalitica.

Il momento in cui il registro della narrazione cambia è di grande impatto. La prima paura che incontriamo è quella del buio, e le viene controbattuta la lucida realizzazione che senza oscurità non c’è conoscenza, perchè è solo indagando lo sconosciuto che essa si accresce. Da questo punto in poi, i ragionamenti  si faranno sempre più complessi ed elaborati fino ad arrivare alla paura più grande: quella del nulla. Esistenzialismo e nichilismo si fondono in un ultimo atto che – nonostante il minimalismo assoluto delle immagini – è possibile definire epico.

L’incredibile forza comunicativa che scaturisce dall’incontro-scontro di una grafica minimale, un’approccio da filastrocca per bambini e complessi argomenti filosofici è assolutamente unica nel suo genere. Il regista-animatore irlandese Eoin Duffy aveva ricevuto una grande attenzione con il suo precedente corto ‘On Departure‘, che affrontava l’elaborazione del lutto in una maniera affine. Qui sviluppa ulteriormente il minimalismo del motion design, e va oltre, incrementando anche delle infographics per rimarcare i concetti filosofici. Questa particolare scelta è quantomeno azzardata in un contesto narrativo, ma funziona.

Dal punto di vista tecnico, l’intero corto è stato animato da Duffy, che ha utilizzato il programma open source Blender per gli elementi in 3D. La tridimensionale mobilità fluida dello scoiattolo crea un forte contrasto con l’essenziale multidimensionalità di tutto ciò che lo circonda: un’ennesimo elemento straniante abilmente gestito dal regista.

L’intero corto sembra essere strutturato sul doppio: registro fiabesco e filosofico, ottimismo e pessimismo, narrazione e infografica, 3D e motion graphics, il continuo scontro tra elementi opposti lo rende uno dei migliori corti d’animazione in circolazione, e l’infinita lista di premi vinti all’interno del circuito dei festival ne è una riconferma. Il corto è inoltre stato nella shortlist finale degli Oscar di quest’anno ed è stato appena nominato agli European Film Awards come miglior corto.

The Missing Scarf è narrato da narrata dal leggendario attore e doppiatore americano George Takei, noto ai più per la sua partecipazione a Stark Trek – che ha accettato di prendere parte al corto dopo aver visto alcuni storyboard.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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