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Tous les hommes s’appellent Robert – di Marc-Henri Boulier

Una corsa ansiogena verso una cruda verità

2010 | 5 - 10 | Dystopia | France | Horror | Live-Action

Un giovane uomo, nudo, ferito e impaurito, corre per i boschi, inseguito da qualcuno. La sua corsa confusa e disperata è accompagnata da inquietanti richiami di aiuto, pronunciati da una voce femminile, e da sibilanti proiettili, sparati da chi lo bracca. Quando l’uomo arriva in una radura, è esposto ai suoi inseguitori.

Immerso in un’atmosfera grigia, il contrasto uomo-natura assume i toni di un thriller ansiogeno con un allegorico twist finale, che coglie al meglio la potenza bruciante della formula cortometraggio. Il lavoro di Marc-Henri Boulier, qui al suo secondo cortometraggio, gioca con i ruoli e con un “mutismo eloquente”. Infatti, non ci sono dialoghi, l’unica voce umana è l’agghiacciante urlo femminile che invoca Robert, accompagnando il ritmo angosciante della corsa del nostro protagonista.

Tous les hommes s’appellent Robert, prodotto in Francia da Insolence Productions e R! Stone Productions, gioca con i ruoli per riflettere su luci ed ombre della natura umana. E lo fa con il ritmo incalzante, la fotografia desaturata, i rumori che anticipano le immagini e giocano a dominarle, con – soprattutto – il richiamo femminile a Robert, testimone della controparte compassionevole della natura umana, che ha così modo di riscattarsi dall’orrore a volte presente nel suo rapporto con la natura.

Il corto è stato realizzato con un budget di circa 25.000 euro, ed è stato presentato in anteprima al Fantasia Festival di Montréal nel 2010. Complessivamente, ha ricevuto più di 40 premi da circa 140 festival internazionali. Dopo avere realizzato Juliet nel 2015, in concorso in vari festival come Fantasporto in Portogallo e al Festival del Cortometraggio di Séoul, Boulier sta attualmente sviluppando il suo primo lungometraggio, Echos, sempre prodotto dalla Insolence Productions.

Elena Ciofalo

Elena Ciofalo

Laureata in Comunicazione a Palermo e in Cinema a Torino, amo cercare, guardare e parlare di film, leggere Dylan Dog e viaggiare. Ho una particolare passione per i Paesi dell’Europa post-sovietica e per la Norvegia, dove ho lavorato in una fattoria.

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