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Wolf Call – di Ramey Newell

Uno short doc dedicato a John Ramer, attivista ambientalista e fotografo che si batte da anni per la salvaguardia dei lupi

2018 | 5 - 10 | Documentary | Man and Nature | Observational | USA

Wolf Call è il nuovo cortometraggio diretto e prodotto da Ramey Newell, filmmaker, artista multidisciplinare, graphic designer e naturalista statunitense. Questo documentario segue il lavoro fatto da John Ramer, attivista ambientalista e fotografo che si batte da anni per la salvaguardia dei lupi. John ha lavorato in diverse riserve per la maggior parte della sua vita, spesso senza alcuna retribuzione, e ne ha fatto una vera e propria missione.

“Quando fotografo qualcosa – ha spiegato Ramer – lo faccio con l’intento di condividere ciò che provo in quel momento, in quello spazio e tempo. È qualcosa di molto intimo e personale”. L’esperienza di John con i lupi in cattività lo ha segnato nel profondo, portandolo a condividere le sue conoscenze e la sua passione nella speranza che i lupi selvatici possano un giorno tornare nelle terre del Colorado.

Girato in una riserva situata sulle Wet Mountains, Wolf Call documenta il lavoro di Mission: Wolf e chiede di ripensare al nostro rapporto con gli animali selvatici e in cattività, così come al mondo in cui viviamo insieme. Un tema particolarmente sentito non solo negli Stati Uniti.

Una recente circolare del Viminale, firmata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha dato il via libera all’abbattimento dei lupi, ma “solo a condizione che sia stata verificata l’assenza di altre soluzioni praticabili”. In caso contrario, sono previsti la cattura e il trattenimento.

In Italia, i lupi sono una razza tutelata dalla legge 357 del 1997. La circolare voluta da Salvini è stata considerata un successo dalle giunte “anti-lupo”, che lamentano “importanti danni economici agli allevatori” (in realtà si tratta di meno di 100mila euro all’anno) ignorando due aspetti molto semplici: la presenza dei “feral dogs” e il fatto che, ad oggi, nessun lupo ha mai messo in pericolo la vita di un solo essere umano. L’ultimo “assalto” documentato risale ai tempi di Napoleone Bonaparte.

“I lupi – sostiene l’Enpa, l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali – sono un preziosissimo equilibratore biologico, perché con la loro attività predatoria mantengono in equilibrio le popolazioni degli altri selvatici. Dunque, non c’è nessuna emergenza, se non quella creata ad arte per guadagnare qualche voto in più alle prossime elezioni. Inoltre è doveroso sottolineare che proprio quei politici che invocano a gran voce lo sterminio del lupo, principale predatore del cinghiale, sono gli stessi che alimentano campagne allarmistiche contro i cinghiali”. Come John Ramer, dovremmo recuperare la consapevolezza di essere parte della natura e non dominatori di essa.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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