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Dealer

Un thriller notturno e oscuro ispirato a e accompagnato da Rival Dealer di Burial.

10 – 15 | 2014 | Crime | Live-Action | Thriller | UK | 2014

A fine dicembre 2013 lo schivo musicista inglese William Bevan, meglio conosciuto come Burial, ha pubblicato, quasi a sorpresa, l’EP The Rival Dealer. I 10 minuti della title track sono idealmente divisi in 3 “atti”: il pezzo si apre con un sample vocale malinconico su sonorità sporche dal ritmo veloce, a cui segue una linea di basso intensa e ossessiva, che poi finisce col rarefarsi in un climax quasi ambient, tra synth sognanti e improvvise note di sassofono.

E’ stata forse questa struttura quasi narrativa del brano a ispirare il regista inglese Ben Dawkins nella realizzazione di questo corto a pochissimi mesi dall’uscita del disco.

Dealer racconta la ansiogena, pericolosa e frenetica notte di uno spacciatore londinese, e lo fa combinando perfettamente il brano che l’ha ispirata con le vicende del protagonista. La nottata da incubo di Curtis procede tra minacciosi boss mafiosi, malviventi di poco conto, clienti isterici, violenza e disperazione. Il suo unico pensiero è la famiglia che lo attende a casa, ma non sembra trovare una via d’uscita dal tunnel allucinatorio che è la sua vita.

Il pezzo di Burial accompagna la storia quasi per intero, ne determina il ritmo, ora frenetico ora più dilatato. Sia che diventi un sottile accompagno per lasciare spazio ai dialoghi o che abbia una rilevanza diegetica (la scena nel club),  la canzone rimane la vera protagonista del corto, accanto al bravo Osi Okerafor  e alla Londra notturna mozzafiato. La fotografia dai toni scuri e contrastati, interrotta da improvvisi colori fluorescenti e luci al neon, ricorda i film di Gaspar Noè, mentre il ritmo ossessivo ed il tono generale del corto hanno molto del Nicolas Winding Refn di Pusher.

Realizzato con il permesso e la benedizione della Hyperdub (l’etichetta di Burial), ‘Dealer‘ è un ottimo esempio di come il corto narrativo tradizionale vada trasformandosi in forme sempre nuove e sempre più ibride. Non è un video musicale, non essendo stato creato per promuovere la canzone, ma mantiene molte caratteristiche del genere. Oscilla costantemente sulla linea di confine tra videoclip e narrazione e rifugge una definizione precisa.  Come nel migliore dei videoclip, le immagini accompagnano perfettamente la musica, essendone ispirate,  ma l’impianto narrativo-estetico va oltre, e lo rende altro, un qualcosa di più elaborato e meno canonico.

Ben Dawkins è un pluripremiato regista di spot televisivi, questo cortometraggio è un suo progetto autonomo che a soli pochi giorni dalla messa on line, è già diventato virale.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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