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Memorias del viento

Rafael Egaña sta diventando cieco e ripercorre le fotografie che suo padre ha scattato e collezionato in 50 anni. Cosa succede alle immagini nella nostra memoria quando si perde la vista?

15 – 20 | 2011 | Archive Footage | Chile | Documentary

Rafael Egaña ha 38 anni e sta diventando cieco. Sin da piccolo è affetto da retinite pigmentosa, malattia genetica che gli procura una degenerazione progressiva della retina. Con la regista iquiqueña Katherina Harder, ripercorre le immagini che suo padre, appassionato fotografo, ha scattato e collezionato in oltre 50 anni. 120.000 foto, in bianco e nero e a colori, diapositive e digitali, sviluppate e catalogate nel suo metodico archivio. Ognuna di esse rappresenta un ricordo particolare, ma cosa succede a queste immagini nella nostra memoria quando si perde la vista? Si disintegrano con il mondo “visibile” o quando non siamo in grado di generarne di nuove diventano ancora più nitide?

Prodotto da Catalina Donoso della Cusicanqui Films con la Escuela de Cine y Televisión dell’Universidad de Chile, premiato ai festival di Valdivia, Antofagasta, Santiago e Providencia, Memorias del viento è uno short-doc che intreccia immagini e memoria, retina e pellicola. Padre e figlio, vedere e non vedere. “Quando uno ha visto, non ha immagini che si cancellano”, esordisce Rafael svelando subito il paradosso. La conoscenza del mondo che lo circonda cambia continuamente. Cambia il contesto. In metro, per strada, in visita. Se l’universo diventa sfocato, così la memoria?

Con il prezioso montaggio di Isabel Orellana e l’ipnotico sound design di Roberto Collío (da vedere il suo Muerte blanca, prodotto stavolta da Isabel), Harder – film-maker dell’Universidad de Chile e del docu-reality 4to Medio, direttrice artistica del Festival Internacional de Cine de Iquique – accompagna Egaña in un fiume di foto, diapositive, file digitali, Super8 e tape domestici. Rafael con la sorella, la madre, in viaggio in Italia. Ascoltare la sua voce da bambino è uno shock. Cosa vede di queste fotografie? Frammenti di un enorme pezzo di storia familiare e nazionale, accompagnati dai sogni (a colori), dalla paura di guardare al futuro (essere padre?) e dalla certezza del filmare. Custodire è essenziale. Soprattutto perché, quando abbiamo la vista, nella vita di tutti i giorni cosa focalizziamo realmente di ciò che stiamo vivendo?

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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