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Sequence – di Carles Torrens

Sognare ad occhi aperti può fare male...

15 – 20 | 2013 | Dreams | Grotesque | Horror | Spain

Quando si dice “l’uomo o la donna dei sogni” per lo più ci si riferisce ad un ideale irraggiungibile, destinato a rimaner confinato in quella zona impalpabile del desiderio inappagato. Per alcuni invece i sogni si concretizzano e prendono la forma di incubi dai quali diventa impossibile risvegliarsi. La messa in abisso di un universo di scatole cinesi che recentemente ha ottenuto una perfetta trasposizione nell’ormai celebre film di Christopher Nolan, Inception. Ma non vorrei portarvi fuori strada perché Sequence è tutta un’altra storia. Qui il confine tra sogno e realtà è ancora più confuso e chi abita lo spazio diegetico è totalmente privo di qualsiasi forma di consapevolezza dell’esistenza di tali meccanismi.

Una mattina come tante, Billy si risveglia accanto alla propria ragazza che appena apre gli occhi e lo riconosce sussulta atterrita, incapace di spiegare il sogno che lo ha visto protagonista, riuscendo a definirlo semplicemente “fuori di testa”. Più tardi, giunto sul posto di lavoro, scopre di essere stato al centro dei sogni di tutti i presenti. Espressioni attonite sono seguite da reazioni di panico e violenza ai suoi danni. Incredulo ed incapace di capire la natura dell’orrore che suscita nelle persone che incrociano il suo cammino, Billy rimane coinvolto in una spirale di insensatezza.

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Sequence dura quasi 20 minuti, che però scorrono fluidi neanche fossero cinque. Zero tempi morti ed un buon ritmo fanno correre l’azione senza sussulti o interruzioni, grazie soprattutto alla grande capacità di stimolare le più sordide fantasie spettatoriali, facendo ricorso ad uno dei più vecchi ed efficaci trucchi da che è nato il cinematografo: non far vedere. La sequenza più tremenda che sia mai stata girata è sicuramente quella che ha luogo nella testa del singolo spettatore mentre immagina che cosa Billy possa aver fatto in quel dannato sogno condiviso.

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Sequence ha avuto la sua anteprima nel 2013 al Los Angeles International Short Film Festival e ha presenziato un po’ in tutti i maggiori festival del mondo, facendo mambassa di premi e riconoscimenti. Il giovane regista catalano Carles Torrens, classe ’84, fa sfoggio di tutta l’abilità acquisita durante gli studi in California e quello che ne esce è quanto di più lontano ci sia dal gusto cinematografico europeo. Questo è dovuto anche al cast: un ottimo Joe Hursley interpreta magistralmente Billy e Jayne Taini, una veterana della TV americana, vi farà rimanere a bocca aperta e vi rivolterà come un calzino. Letteralmente.

Torres, segnalato da VICE come uno dei 5 nuovi autori spagnoli da tener d’occhio, non ha perso tempo a crogiolarsi, ma si è tuffato a capofitto in numerosi altri progetti tra i quali i due lungometraggi Hide and Seek e Pet. Al momento è impegnato nella pre-produzione del suo nuovo lavoro, Visceral. Sembra perciò chiaro che la sua poetica rimarrà ancorata ad un cinema di genere ancora a lungo, visto le soddisfazioni che si sta togliendo.

Qui potete chiedere la sua amicizia o insultarlo se il suo lavoro non vi è piaciuto.

Luca Luisa

Luca Luisa

Amo il brutto perchè stimola la creatività. Mi piace scavare e scoprire tesori nascosti. Quando posso, provo a passare dall’altra parte dello schermo e con i miei compagni di Visceravisions creo incubi. Mangio carta stampata e non mi piace il pop.

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