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ZIMNIK – The Ice Road

Un viaggio lungo le Zimnik, le strade di ghiaccio che attraversano la natura selvaggia della Siberia nei lunghi mesi invernali.

15 – 20 | 2013 | Documentary | Lithuania | Live-Action | Travel

Siberia. Siamo nel distretto di Evenkiysky, nella regione di Krasnoyarsky, situata nel centro del territorio russo ovvero il punto più remoto della Nazione, vicino alle latitudini del circolo polare artico. Qui l’inverno dura 9 mesi, durante questo periodo le uniche vie di comunicazione utilizzabili sono le ‘Zimnik’ (da ‘Zima’, inverno in Russo), strade di ghiaccio che coprono distanze di circa 4 mila chilometri e spariscono in estate.

Remota ed inospitale, questa è una delle zone meno densamente popolate della terra. Realizzato da Žilvinas Vasiliauskas, Berta Tilmantaite e Giedrius Dagys, tre fotografi professionisti lituani che condividono una avventurosa passione per la natura incontaminata, il corto offre un’occasione unica per ‘visitare’ questi luoghi che sembrano quasi fuori dal mondo.

La realizzazione di Zmnik è stata effettivamente un’avventura durante alcuni mesi, documentata dai tre registi in questo blog, una sorta di diario di bordo che funge anche da complemento ed approfondimento alle immagini del film. E’ stato un viaggio lungo e faticoso, con dei momenti drammatici in cui la natura ha preso il sopravvento, ma ne è valsa la pena.

Il risultato è uno sguardo immersivo all’interno di una terra selvaggia, in cui le temperature medie si aggirano ai -40°, bufere di vento e neve sono costanti e una vasta mancanza di elettricità rende le condizioni di vita molto dure. Tutto sembra sospeso nel tempo, come la vita quotidiana del cacciatore Oleg, che vive in una piccola baita nel nulla. Altri cacciatori ‘stagionali’ invece vivono in tende montate qua e la a ridosso dei boschi e dei laghi. Sembrano realtà di più cento anni fa, ma è così che si sopravvive ‘oltre la civilizzazione’, è una legge del più forte tra uomo e natura ma anche tra gli animali stessi.

I veri protagonisti del corto sono però i paesaggi. Lande incontaminate dove eventi atmosferici di ogni tipo prendono il sopravvento, indisturbati e noncuranti dell’uomo, bianchi accecanti e le luci dell’aurora boreale si alternano in delle immagini indimenticabili, esteticamente incredibili, attestati della lunga formazione artistica dei tre registi.

A volte si fa fatica a credere che sia tutto reale. Anche la scelta del sonoro, in cui di momenti di assoluto silenzio in cui regna il suono della natura si alternano ad altri accompagnati da brani e canti tradizionali, accresce il generale tono alienante e conturbante al tempo stesso. Un documentario contemplativo, dove i dialoghi sono ridotti al minimo, perché non servono molte parole, queste terre parlano da se, si raccontano nel loro stesso essere.

Durante la realizzazione del documentario, i tre registi (uniti sotto il nome dikiy.me) hanno anche realizzato dei reportage fotografici che hanno vinto molti premi e sono stati pubblicati in importanti riviste di tutto il mondo, come il National Geographic.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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